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STORIE DI CHI VINCE A METÀ (2004)
Album: © CGD EastWest
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Viaggio libero
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Ultimi eroi
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Una grande rosa rossa
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Le circostanze di Napoleone
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Uomo in fuga
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Tempo ignora
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Storie di chi vince a metà
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Se saremo vivi noi
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Aspetto un altro po'
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La censura di Lucinda
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Silenzio dei Mammut |
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Il giovane cantastorie rock Riccardo Maffoni si affaccia sulla scena cantautorale italiana con l'album d'esordio "Storie di chi vince a metà": 11 canzoni, tra brani ritmati e ballate intense, figlie di una maturità istintiva nello scrivere i testi e di un gusto raffinato nel comporre la musica. Abbeverandosi alla fonte di grandi artisti come Bob Dylan, Rolling Stones, Neil Young e Bruce Springsteen, il ventiseienne bresciano ha affinato le proprie capacità naturali fino a trovare un percorso musicale personale, che gli ha già riservato le prime importanti gratificazioni, a cominciare dal Premio Ciampi, al Premio Recanati fino alla vittoria del Festival di Castrocaro del 2002 con il brano "Le circostanze di Napoleone". Anche i Nomadi si sono accorti del talento di Riccardo Maffoni che a dicembre 2003 l'hanno invitato ad esibirsi dal vivo prima di tutti i loro concerti: è stata la prima volta che lo storico gruppo italiano ha voluto un supporter unico per il loro tour. Il cantautore nato a Orzinuovi nel 1977 ha messo in scena con successo, nei 15 concerti dei Nomadi, un set acustico nel quale ha cantato 5 brani dell'album in anteprima tra i quali "Viaggio libero", il primo singolo dell'album di debutto che verrà pubblicato il 13 febbraio su etichetta CGD East-West. La produzione artistica dell'album è di Michele Monestiroli ed Eugenio Mori, che hanno curato anche gli arrangiamenti. Nell'album oltre agli arrangiatori e allo stesso Maffoni (chitarre e armonica) hanno suonato numerosi altri artisti di pregio del panorama pop-rock italiano (Paolo Costa, Marco Guarnerio, Fabrizio Frigeni, Davide Rossi, Heggy Vezzano, Leandro Misuriello, Andrea De Filippo, Paolo Jannacci, orchestra d'archi e altri). L'album è stato registrato a Milano (Jungle Sound Station) e dintorni (Didde Studio di Besate) ed è stato chiuso alle ore 12 del 12/12/2003. Le undici canzoni di "Storie di chi vince a metà" scelte tra le 40 scritte da Maffoni, seppur affrontando tematiche differenti e facendo ognuna storia a sé, hanno in comune la sensazione di una vittoria di Pirro: quell'amarezza che prende tutti noi quando ci rendiamo conto che la realtà non sempre combacia con l'apparenza e che certe cose belle sono belle solo superficialmente. "C'è amarezza, ma non c'è assolutamente arresa" spiega Riccardo Maffoni "La mia consapevolezza delle cose è la molla per ripartire con rinnovato entusiasmo. Questo non è un disco autobiografico, perché io non sono il protagonista unico e principale delle canzoni; ma è certamente un cd molto intimo, perché quando uno compone è difficile non prendere spunto da vicende personali". L'album viene proposto in commercio a prezzo speciale.
Viaggio libero
"È il primo singolo dell'album ed è un pezzo rock con venature pop. Il titolo originale era 'Ritorno senza partenza', perché si tratta di un viaggio della mente assolutamente libero, raccontato attraverso una serie di visioni apparentemente slegate fra loro".
Ultimi eroi
"Gli eroi di questa canzone sono le persone normali: il loro eroismo sta nel vivere con coraggio la nostra quotidianità, che per molti è davvero dura da affrontare. Musicalmente è un rock d'ispirazione Rolling Stones con un organo Hammond stile E-Street Band".
Una grande rosa rossa
"La musica parte sinuosa per poi aprirsi ai suoni più ruvidi delle chitarre elettriche. Il testo è il flashback dolce amaro, su una storia d'amore ormai finita e rimpianta "... sono il contadino che non ha più la terra". Il ricordo viene risvegliato dalla vista di un comodino con grandi rose rosse dipinte: un regalo di San Valentino fatto dalla ragazza al protagonista".
Le circostanze di Napoleone
"Ballata classica con un crescendo nel ritornello. Napoleone non viene mai citato nel testo e in realtà non c'entra nulla con la canzone: l'ho messo nel titolo perché mentre scrivevo avevo in mente il suo esilio. Il protagonista del mio brano è in esilio mentale da una donna che non c'è più: ne sente la mancanza, però non ha il coraggio di tornare da lei".
Uomo in fuga
"Su note pop-rock, un uomo scappa dalla sua vita e dai problemi che non riesce più a sopportare. La morale è che la fuga, che non va assolutamente intesa come suicidio, non è produttiva, perché alla fine l'uomo resta solo... Solo con i suoi problemi irrisolti".
Tempo ignora
"Una ballata straziante e molto intensa, tutta in crescendo: parte con chitarra acustica e pianoforte, poi accoglie tutti gli strumenti fino agli archi. L'argomento è una storia d'amore ancora una volta finita con rimpianto e senza ironia: qui il ricordo dell'amore perduto è struggente. Il tempo viene inteso come destino o fato: a lui si chiede d'ignorare certi comportamenti che vengono spontanei quando si viene abbandonati dalla persona amata, ma dei quali ci si pente, ripensandoci a mente fredda".
Storie di chi vince a metà
"La title-track dell'album è una ballata con aspetti folk: ha il ritornello più solare dell'intero disco. Canto di gente convinta di aver raggiunto il proprio traguardo, ma che poi si accorge che non è oro tutto quel che luccica. Io me lo ripeto spesso per rimanere con i piedi saldamente ancorati a terra".
Se saremo vivi noi
"Chitarra elettrica per una ballata rock semplice ma diretta. Sembra una canzone scritta in memoria dei soldati caduti in qualsiasi guerra, in realtà, io ho scritto questo brano pensando a tutte le persone dimenticate che hanno assolto il loro dovere con onestà, dignità e responsabilità; ma nonostante ciò sono rimasti e rimarranno anonimi e per questo rischiano di sparire nell'oblio".
Aspetto un altro po'
"Pianoforte e archi in primo piano, con percussioni leggere, per un brano molto intimo nel quale io suono l'armonica a bocca. Il protagonista del testo aspetta la donna che l'ha lasciato; con la speranza, così forte che è quasi convinzione, che lei ritorni da lui"..
La censura di Lucinda
"Questo brano, per il quale ho suonato tutte le chitarre elettriche, è un rock'n'roll di tre minuti e mezzo, con tanto di intro alla Chuck Berry e un finale a sorpresa; il testo è una piccola storia d'amore tragicomica, con le varie conseguenze mai rivelate fino in fondo, perché censurate".
Silenzio dei Mammut
"È una ballata notturna che richiama certe produzioni di Daniel Lanois. Il titolo mi è venuto in mente vedendo un documentario sul ritrovamento di un Mammut intatto in Siberia. Ho usato questo animale preistorico come metafora: il mondo va avanti nonostante tutto quello che succede di bello o di brutto. Qualsiasi avvenimento, dal più importante al più insignificante, è semplicemente un ingranaggio dell'orologio del tempo".
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sito aggiornato a maggio 2008 |
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